Giovanni Villani - Cronica

introduzione


Giovanni Villani (1280-1348) fu avviato alla mercatura nella compagnia dei Peruzzi e dopo il 1308 fu socio dei Buonaccorsi. Ebbe numerose cariche nella vita pubblica di Firenze. Dal 1300 avviò il lavoro preparatorio alla stesura della Nuova cronica in 12 libri: i primo 6 trattano la storia universale dal mito della torre di Babele, gli altri 6 la storia italiana ed europea dalla venuta di Carlo d'Angiò (1265).

Lo storico, un po' più giovane di Dante, conferma però l'accusa di avidità nei confronti del re di Francia Filippo il Bello e elogia la dignità di Bonifacio VIII, papa oltraggiato.

citazione

Purg.20, 85 - 90, Cronica VIII, 63: L'episodio di Anagni


Lo re di Francia, Guglielmo di Lunghereto di Proenza, con messer Musciatto Franzesi...menarono il trattato segreto di fare pigliare in Anagna papa Bonifazio, spendendo molta moneta, corrompendo i baroni del paese de' cittadini di Anagna... Del mese di settembre 1303 Sciarra della Colonna con gente a cavallo in numero di trecento, e a piè, di sua amistà, assai,soldati de' danari del re di Francia, con la forza de' signori da Ceccano e da Supino, e d'altri baroni di Capagna, e de' figlioli di messer Maffio d'Anagna e ,dissesi, l'assenso d'alcuni de' cardinali....una mattina entrò in Anagna colle insegne e bandiere del re di Francia, gridando:- moia papa Bonifazio, e viva il re di Francia!-

E corsono la terra senza contrasto niuno, anzi quasi tutto l'ingrato popolo d'Anagna seguì le bandiere e la rubellazione; e giunti al palazzo papale, senza riparo vi salirono e presono il palazzo, perocché il presente assalto fu improvviso al papa e ai suoi, e non prendeano guardia. Papa Bonifazio,sentendo il romore e veggendosi abbandonato da tutti i cardinali, fuggiti o nascosi per paura o che da mala parte, e quasi da' più de' suoi famigliari, e veggendo ch'e suoi nemici aveano preso la terra e 'l palazzo ov'era, si cusò morto; ma come magnanimo e valente disse :-Dacché per tradimento, come Gesù Cristo, voglio esser preso, e mi conviene morire, almeno voglio morire come papa.-

E di presente si fece parare dell'ammanto di S. Pietro, con la corona di Costantino in capo, e colle chiavi e croce in mano, e in su la sedia papale si pose a sedere.

E giunto a lui Sciarra e gli altri suoi nimici, con villane parole lo scherniro, e arrestaron lui e la sua famiglia, che con lui erano rimasi: e tra gli altri lo schernì messer Guglielmo di Lunghereto.

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