Paradiso terrestre

introduzione


E' descritto nel primo libro della Bibbia, denominato Genesi. Miti affini si trovano anche in altre culture: indiane, iraniche, germaniche, arabe.

Nell'Apocalisse c'è una descrizione della Gerusalemme celeste dalle caratteristiche paradisiache, e nell'immaginario medievale c'è anche il paese del Prete Gianni, situato a poca distanza dal Paradiso e visto come una specie di Paradiso esso stesso.

Prete Gianni “rex et sacerdos” come è indicato alla metà del XII secolo nella Cronica del vescovo Otto di Freisingen, era un cristiano, viveva nel più lontano oriente ed era al comando di grandi armate che intendeva mettere a disposizione dei difensori del Santo Sepolcro. Si diceva che fosse tanto ricco da usare uno scettro di smeraldo puro.

citazione

Purg.28


Nella cultura classica c'è la descrizione dell'orto delle Esperidi o della terra nell'età dell'oro nell'Ecloga IV di Virgilio oppure in alcuni passi delle Georgiche, come in 1, 125 - 128:


“Ante Jovem nulli subigebant arva coloni;
ne signare quidem aut partiri limite campum
fas erat : in medium quaerebant, ipsaque tellus
omnia liberius nullo poscente ferebat.”


Nel canto sesto dell'Eneide infine, (638 e segg.) le sedi dei beati sono “locos laetos et amoena virecta”, ricchi di aria, di luce, di erba sembrano il modello del Paradiso terrestre descritto nel Canto 28 del Purgatorio. Qui i buoni e gli eroi danzano, recitano versi, il bosco profuma d'alloro e il fiume Po si snoda attraverso la selva.

Qui Enea ritrova Anchise, suo padre.

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