Musica

introduzione


Benché proibita in vari Concili, la musica fu molto diffusa e apprezzata dal Duecento, nelle corti di Federico II e di altri sovrani, nelle ville toscane, come risulta dal Decamerone di Boccaccio quando alla fine di ogni giornata un giovane intona una canzone amorosa.

Così nelle ricorrenze e nelle feste nuziali, dove le fanciulle dovevano danzare con modestia.

Strofe, ritornelli, cori, mani intrecciate nel ballo, strumenti come la cornamusa, il cembalo, il tamburo a sonagli, la chitarra, il liuto,la viola, il violino, la giga (ted. Geige) poi trombe, tube, flauti e nacchere sono documentati nelle opere artistiche del tempo.

Di trovatori e trovieri in lingua d'oc e d'oil restano 259 melodie che accompagnavano i versi con vari ritmi e tonalità, molto più gradevoli ed espressive del trasognato ed indistinto gregoriano ecclesiastico.

Tra i musicisti del tempo si ricordano Francesco Landino, detto “il cieco degli organi”, inventore di uno strumento multiplo (tipo organo portatile), Casella affettuoso e il pigro chitarrista Belacqua, nominati da Dante nei canti 2° e 4°.

citazione

Purg.2, 106 - 117

La musica si rinnova nell'incontro di Dante con l'amico Casella, un musicista dalla voce soave, di cui non si hanno notizie certe. D. dice che è morto da qualche tempo, ma che ora giunge in Purgatorio grazie all'indulgenza dell'anno giubilare. In vita ha forse musicato qualche canzone del poeta, qui alla richiesta di poter riascoltare “l'amoroso canto/che mi solea quetar tutte mie doglie” intona dolcemente la canzone del 3° trattato del Convivio “Amor che ne la mente mi ragiona” in onore della donna gentile.

L'ascolto rapito di tutti gli astanti verrà interrotto dall'intervento severo di Catone.

Il motivo del rimprovero è che musica e filosofia non bastano alla salvezza: ci vogliono penitenza e Rivelazione.

Dai versi di Dante si intuisce però la potenza dell'espressione musicale, capace di attrarre gli uomini e di lenire gli affanni. Inoltre si ha la prova dell'unione di parola e musica nei generi della lirica del tempo: ballate, madrigali, sonetti e canzoni.

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