Arte figurativa del XII, XIII e XIV secolo

introduzione


Il tempo di Dante vede il passaggio dalla “deformis formositas” della scultura romanica, rozza ed espressiva, al realismo classicistico del modellato gotico.

La prima, così definita da S. Bernardo (1090-1153), è ben rappresentata dall'opera di Wiligelmo nel duomo di Modena, la seconda dalle sculture di Nicola e Giovanni Pisano nei pulpiti di Pisa e di Pistoia.

citazione

Purg.10, 28 - 96


Come scrive R. Assunto (La critica d'arte nel pensiero medievale, MI,1961) “le immagini artistiche erano per la coscienza medioevale non un semplice ornamento, ma un fattore determinante dell'esperienza religiosa (se situate nelle chiese) o dell'esperienza politica o mercantile, se collocate in altri luoghi”.

Nel Purgatorio compaiono delle opere d'arte che perfezionano l'esperienza delle anime, come aveva raccomandato Gregorio Magno (pictura quasi scriptura) e come era stato prescritto nel Concilio di Arras del 1024 “Illitterati quod per scripturam non possunt intueri, hoc per quaedam picturae lineamenta contemplantur”.

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